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ONDARIOT

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venerdì 24 aprile 2009

Le strade sono di chi ama.. Bagnoli Antifascista!

sabato 25 aprile 09
::: r-onda sonora @ bagnoli :::
nel paese minacciato dalla crisi economica si cerca di far pagare ancora il prezzo ai soggetti più deboli! licenziamenti, tagli alle scuole, tagli alle università, cassintegrazioni, attacchi ai diritti sociali e civili dei lavoratori, dei migranti, dei cittadini, delle donne. precarietà, sfruttamento, emarginazione si abbattono sulle nostre vite, sul presente e sul futuro! attraverso i mass media i poteri forti favoriscono un clima di odio, costruito ad arte per scatenare guerre tra i poveri, per dirigere verso il basso le lotte e i conflitti sociali, per costruire il nemico pubblico e la paura verso immigrati, precari, giovani, per nascondere le responsabilità politiche della crisi, che sono dei governi, dei banchieri, delle imprese.. anche il dramma di un terremoto viene trasformato in uno spettacolo di passerelle e bugie per generare consenso!! si rafforzano in questo contesto [sostenuti economicamente e politicamente da partiti, potentati e interessi criminali] vecchi e nuovi squadristi, fascisti, mazzieri che nelle università e sui quartieri nuovamente provano a rispuntare per seminare intolleranza e violenza, generare repressione e paura. a tutto questo ci opponiamo affermando un identità diversa per la nostra comunità, per il nostro territorio, per il quartiere e la città: cultura dei diritti, del rispetto delle differenze, della solidarietà, della partecipazione diretta. la nostra socialità alternativa contro la barbarie! il 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazifascismo saremo nelle strade e nelle piazze di bagnoli per denunciare e fermare ogni forma di fascismo e intolleranza, per riappropriarci degli spazi, per rivendicare dignità e diritti.. e servizi per la vivibilità del quartiere! 25

25apr 09:::ore 16:00:::viale campi flegrei (stazione cumana)
presidio mobile/ronda sonora:::reclaim your streets

stop fascismo! stop razzismo! - dignità e diritti per tutte/i!

reclaim your streets! - reclaim your life!

le strade sono di chi ama bagnoli antifascista


associazione caracol - casa del popolo
myspace.com/caracolcdp – caracol-cdp@hotmail.it



lunedì 20 aprile 2009

Carovana di solidarieta' dal basso con l'Abruzzo

Da Alf Dv:

Abruzzo: La "caccia allo sciacallo" e gli sciacalli in attesa...

sabato 11 aprile 2009 alle ore 13.14
Mentre gli sciacalli veri aspettano che si definisca la legge sulla ricostruzione in Abruzzo, per capire come e quanto si potranno violare norme e controlli in nome dell'emergenza... questi sono stati i giorni della "caccia allo sciacallo".
Ovvero quei pezzi di merda che profittano del terremoto e a spregio della propria vita (almeno il coraggio non glielo si può negare) derubano i terremotati facendo irruzione nelle loro case abbandonate.
Ora io non escludo ovviamente (anzi) che ci siano stati una serie di episodi del genere, come sempre purtroppo accade. Quello che mi interessa notare è invece un'altra cosa: che è partita una vera febbre mediatica e istituzionale per la "caccia allo sciacallo". Nei due giorni in cui siamo stati in Abruzzo con la crovana solidale ci hanno fermato cinque volte, per quanto fosse assolutamente evidente chi eravamo e cosa stavamo facendo. Cercavano febbrilmente qualche sciacallo da esibire! Per coniugare, immagino, "l'emergenza terremoto" con l'ever-green "emergenza sicurezza"...
Mi limito a notare, da quel che mi risulta, che i primi "sciacalli arrestati" siano stati discolpati e scarcerati.. In particolare i quattro rumeni (e ti pareva!!) il cui arresto é stato annunciato addirittura dal premier Berlusconi... CHissà se ne annuncerà anche la scarerazione...
Pare proprio che siano stati scarcerati nella direttissima di ieri sera, perchè è venuta a testimoniare la padrona di casa. Confermando quello che i quattro avrebbero dichiarato dal primo momento, e cioè che erano amici della sua badante, a cui aveva chiesto di recuperare un pò di beni nella casa abbandonata...
Chiaro che la caccia allo sciacallo legittima sempre più anche quel "monopolio della solidarietà" rivendicato da Bertolaso, che guarda con sempre maggiore fastidio ai contributi dal basso alla macchina degli aiuti. Solo soldi, please...

MANIFESTAZIONE @ ROMA vs G14 SUL WELFARE

sabato 11 aprile 2009

INFO AIUTI E REPORT DEL VIAGGIO IN ABRUZZO

INFO AIUTI E REPORT DEL VIAGGIO IN ABRUZZO

(dalle note di Alf Dv - compagno di viaggio)

Sabato 11 aprile 09

Siamo tornati ieri sera tardi dall'Abruzzo e per quanto stanco vi faccio subito un report: 1) innanzi tutto le informazioni (almeno quelle che abbiamo recuperato noi) per chi vuole dare una mano 2) Una breve ricostruzione di queste due giornate

1) INFO AIUTI DAL BASSO:
Le due situazioni in cui abbiamo trovato dei canali indipendenti che affiancavano il lavoro della protezione civile sono nei paesini di Fossa e Tempera, nei pressi dell'epicentro Onna. Una situazione comunque complessa che evolve di giorno in gorno.

A Fossa c'è un gruppetto di compagni dell'Aquila, sostenuti soprattutto da situazioni di movimento di Roma (Acrobax, Forte Prenestino ecc). Questa cooperazione si chiama "epicentro solidale". In questi giorni si sono dedicati sopratutto a dstribuire gli aiuti materiali in tutti i paesini del circondario in cui non era ancora arrivata la protezione civile. Gli ultimi camion sono stati i nostri. Ora è una funzione che sembra esaurita. Magari tra un pò di giorni potrebbe tornare l'esigenza di portare aiuti materiali, ma probabilmente non più coperte o vestiti, bensì beni che si consumano a ciclo continuo, come pannolini, scatolame, detersivi, saponi per l'igiene ecc. Oppure raccolte più specifiche (materiali elettrici ecc). Comunque non consiglio di raccogliere e partire in questo momento senza aver prima verificato con un referente sul posto l'effettiva utilità di quello che si sta raccogliendo. Ormai anche a Fossa i ragazzi dell'Aquila stanno piuttosto ragionando su singoli progetti. In particolare progetti che hanno a che fare con la socialità, l'informazione, la situazione dei bambini ecc. Sono infatti queste le esigenze che cominciano a diventare fondamentali, ora che i bisogni primari sembrano tamponati e si prospetta una lunga e dura permanenza della popolazione nelle tende. Per questo serviranno volontari, così come serviranno quando si potrà tornare nei paesi. Anche qui però il consiglio è di partire solo dopo aver contattato i referenti locali e aver capito che tipo di contributo personale serve e in che tempi. Noi cercheremo di seguire questa strada.


Per le info di "epicentro solidale" sono state attivate due linee telefoniche: a Fossa è 3664137433 (risponde Stefano o Enrico o altri), a Roma è 3473237703. Presto dovrebbero tirare su un blog per coordinare i lavori.

Invece al
campo di Tempera-(contrada San Biagio) il Prc organizza la mensa da campo e un asilo. I turni e le esigenze vengono coordinate dalla Federazione di Pescara, tel 085-66788 ( cercate di parlare con Corrado), dove sono anche stoccati gli aiuti.
Da quello che ho saputo servirebbero con urgenza anche persone che possono prestare camper o roulotte per casi di emergenza (donne in gravidanza ecc), che non possono adeguarsi alla tempistica della protezione civvile e della croce rossa. Infatti si prevede almeno un mese di permanenza nelle tende prima di passare ad altro.

2) REPORT (soggettivo) SUL NOSTRO VIAGGIO

Partiamo giovedì in prima mattinata con vari furgoni riempiti al presidio di Chiaiano, al Lab Insurgentia, all'Università, dal Meet-Up ecc.

La prima tappa è stata Fossa, dove però la situazione degli aiuti materiali si è stabilizzata, per cui il materiale lì stoccato lo abbiamo portato in vari paesini da cui erano giunte richieste di Sos, come Caporciano.
A parte l'Aquila, dove è attivo il mega-centro operativo della protezione civile, si tratta sempre di piccole località, paesi che vanno dai 200 ai mille abitanti ora accampati nelle tende, perchè le case sono tutte praticamente inagibili, se non addirittura distrutte. Per chi ricorda il terremoto in Campania, la situazione è meno impressionante solo perchè si tratta di un'area con densità abitativa decisamente minore (sotto le duecentomila persone a fronte dei quasi due milioni di persone coinvolte dal terremoto del 1980). Tendopoli separate da grandi spazi verdi non facili da attraversare perchè non tutte le strade ancora funzionano. Ieri sembra che la macchina della protezione civile
sia arrivata anche nelle località più periferiche. Dopo cinque giorni.

L'impressione che abbiamo avuto è che il governo non veda affatto di buon occhio l'arrivo di aiuti non esplicitamente irregimentati nella macchina della protezione civile, e non solo per un discorso di coordinamento e funzionalità (che è un alibi, perchè naturalmente chiunque va da quelle parti sa di dover tenere conto del coordinamento Istituzionale degli aiuti).
La mia sensazione è che i motivi siano molteplici. Anzitutto c'è sicuramente la voglia di mostrare che la macchina di Bertolaso è assolutamente autonoma e merita di essere finanziata al massimo. Ormai quella coordinata da Bertolaso è una vera e propria economia dei disastri... Inoltre secondo me c'è un elemento di memoria storica: in passato, specie in Irpinia, la rete dei volontari, motivata e informata, diventò un problema per le istituzioni quando l'insoddisfazione della gente cresceva perchè la ricostruzione non funzionava o affioravano brogli e speculazione (Zamberletti, che incredibilmente coopera anche all'intervento in Abruzzo, definì alcuni gruppi di volontari "untori della sovversione"...). Infine c'è questo clima della
"caccia allo sciacallo" su cui voglio poi soffermarmi a parte, perchè mi sembra esprimere soprattutto la voglia di mettere insieme l'emergenza terremoto con l'evergreen "emergenza sicurezza". Noi, in due giorni, siamo stati fermati 5 volte! Nell'ultima situazione, due marescialli dei carabinieri di origine campana, due autentici deficenti, erano davvero convinti di aver scoperto una "rete di sciacalli", non si è capito perchè... si immaginavano già i complimenti di Berlusconi e Napolitano... poi hanno dovuto quasi chiederci scusa. Un atteggiamento abbastanza
scoraggiante, e in contraddizione col fatto che invece ai camion degli aiuti non fanno pagare il pedaggio autostradale, almeno ieri.

Personalmente rimpiango un pò che le cose da fare e il poco tempo mi abbiano alquanto impedito di socializzare maggiormente con la gente. Per quel pò che ho potuto, ho notato sopratutto una specie di pudore, quasi di timidezza (spesso in imbarazzo perfino a ricevere gli aiuti necessari), la dignità e la paura. Non si capisce bene infatti quale sia il futuro che lì aspetta, anche perchè il terremoto sembra non finire mai!
Nei due giorni in cui siamo stati là ci sono state 5-6 scosse almeno. Ed eravamo già al quinto giorno! Molti lamentano che il terremoto sia cominciato almeno da un mese, con continue scosse di media intensità, ma nessun responsabile ha pensato che si trattasse di un fenomeno anomalo rispetto al singolo evento...
Secondo quanto dicono gli esperti pare che la forte scossa di giovedì sera fosse addirittura un fenomeno a sè rispetto al terremoto originale, dovuto non alla faglia verticale che segue la linea dell'Appennino, ma a una faglia obliqua che taglia l'Italia da Ancona al Tirreno. Perciò si sarebbe sentita forte anche in zone come l'Ascoli, come Roma ecc.
C'è quindi la grande ansia che la propria terra stia diventando una zona stabilmente sismica più ancora che in passato. Latitano anche le informaizoni di carattere scientifico per la popolazione.
Ciò malgrado, molti non abbandonano le tedopoli per andare negli alberghi della costa, come vorrebbe il governo. Hanno troppa paura che, abbandonando le proprie case, non le rivedranno più. Vogliono seguire e controllare, e, considerando gli esempi del passato, è del tutto comprensibile.
Il vero pericolo adesso è anche l'inedia, le attese interminabili. Specie per i bambini. Chi può si da da fare: a Fossa una ragazza mi ha chiesto il contatto con Erri de Luca. Voleva chiedergli di fare un'iniziativa al campo. Dice che in Alzaia, Erri racconta del poeta che dopo il disastro non scrive poesia, ma sta in fila per fare i lavori con la sua gente. Che è quello il modo di fare poesia in quel contesto... Abbiamo scambiato poche parole, ma mi ha colpito molto.

La notte fa un freddo cane, almeno per me che rischio l'ipodermia dormendo nel furgone. Ma qui dicono che è la bella stagione... io so solo che lo sbalzo termico è davvero notevole, quasi 20 gradi.


I singoli luoghi sono impressionanti: Onna, che tutti ci hanno detto essere stata terra di partigiani, è una località che non esiste più. Ormai non rimangono neppure più i soccorritori, non c'è motivo. Tranne qualcuno, per impedire ai video-operatori e fotografi di passaggio di farsi male con le macerie... Sarei anche un mediattivista: da un lato voglio documentare, dall'altro mi imbarazza un pò. Nei muri spaccati si "intuiscono" case spesso auto-costruite alla fine dell'800 con i materiali più vari. Non c'è quasi struttura.. Sono crollate come cartapesta.

A l'Aquila Ciro Fusco dell'Ansa mi fa invece notare come nelle macerie si vedono i cavi del ferro completamente lisci... Sembrano cavi elettrici. Non possono mai fare presa nel cemento! E infatti dal 1974 è vietato usare cavi come questi, ma c'è da chiedersi se in un'area a tale sismicità non dovevano essere ristrutturate anche le costruzioni precedenti.

La mattina di venerdì alcuni di noi vanno ai funerali pubblici. Davanti ovviamente fà male: ci sono quasi duecento bare. Piccole bare bianche sopra quelle dei loro genitori...
I parenti delle vittime col loro dolore vero e tutta la pletora ipocrita dei mezzi-busti col loro dolore professionale. Per alcune decine di vittime i parenti hanno rifiutato i funerali di Stato, preferendo tenerli in forma privata.
Il piazzale della scuola dei finanzieri (il Duomo de l'Aquila è inagibile) è però semipieno. Due-tremila persone. Dicono che ci sono problemi a raggiungere il sito, che è tutto bloccato. La mia impressione è anche che questa funzione non sa raccogliere davvero il sentimento popolare. Anche l'omelia, al di là dell'aspetto religioso, mi sembra fredda. Un discorso di circostanza, perfetto e banale. Non una parola fuori posto, un moto dell'emozione, un momento di rabbia, come in altre situazioni analoghe pure è successo. Il prete non ha nulla da rimproverare a nessuno... i cronisti in sala stampa insistono su questo fatto dell'eccezionalità di una funzione il Venerdì Santo.. mah! Mi sembra sinceramente più partecipe l'Imam, anche se si vede che interviene "in trasferta" e quindi si limita a poche parole di cordoglio e di speranza.
Quando torniamo in macchina bestemmiamo per la fila interminabile.
. ci mettiamo un pò a renderci conto di essere in mezzo a un torpedone con 200 bare...!
Tornati a Fossa salutiamo Enrico prima di partire in serata (in particolare il mio camion non va oltre i 60 orari..).
Enrico fà parte dello spazio libero51 de l'Aquila, che personalmente non conoscevo (nei due giorni che siamo stati lì sono arrivati anche gli attivisti del centro sociale l'Arrembaggio)
. Dopo il terremoto ha sistemato i suoi anziani genitori prima in un campo sfollati e poi da parenti. Da allora quasi non dorme, percorrendo la provincia dell'Aquila da un capo all'altro per sostenere come può la solidarietà dal basso che arriva da altre regioni. In poche ore la sua faccia passa dalla stanchezza allo scoramento alla determinazione convinta. Ma non si ferma